Vavilov e l’origine delle piante coltivate

Dell’origine delle piante ne avevamo già parlato nel primo articolo di questa rubrica, ma oggi conosceremo i loro centri di origine grazie agli studi di un grande agronomo.

Nikolaj Icanovič Vavilov nacque a Mosca il 25 novembre del 1887 in una ricca famiglia. Nel 1906 si iscrisse all’ Istituto di Agricoltura, uno dei più prestigiosi collegi della Russia. Dopo la laurea, conseguita nel 1910 con una tesi sulla patologia vegetale, proseguì la sua formazione nei migliori laboratori di ricerca in Europa, tra cui quello diretto da William Betson in Gran Bretagna. Proprio grazie a questo grande genetista, Vavilov cominciò a pensare che le leggi della genetica potessero aiutare a migliorare in maniera molto efficace le piante coltivate. In quel periodo l’Unione Sovietica era in un momento di grave crisi e il grano coltivato non era sufficiente a sfamare tutti gli abitanti. Fu così che Vavilov ebbe l’idea di creare una varietà di frumento in grado di risolvere il problema. Per fare ciò decise di studiare le migliori varietà esistenti e di combinarle insieme per ottenere una sorta di super varietà.

I viaggi di Vavilov

Ovviamente era un progetto tanto grandioso quanto dispendioso. Richiedeva, infatti, di recarsi nei vari paesi a catalogare le piante presenti. Nel 1916 si recò in Iran e al suo ritorno in patria portò con sé migliaia di campioni di cariossidi di frumento. Pochi anni dopo organizzò ben 115 spedizioni in 64 paesi per studiare e catalogare le piante, concentrandosi soprattutto nelle zone in cui l’agricoltura era praticata fin dall’ antichità. La collezione derivante da questi viaggi era immensa, contava infatti circa 50.000 varietà di piante selvatiche e 31.000 campioni di grano. Vavilov fu uno dei primi a capire l’importanza della biodiversità e a preservarla, istituendo la prima banca del germoplasma.

I centri d’origine delle piante coltivate

Grazie a questi viaggi elaborò una teoria secondo la quale la zona in cui una pianta è stata domesticata è quella in cui si registra una maggiore variabilità. In altre parole nel centro di origine di una determinata pianta ci sono molte più varietà che nel resto del mondo. Questo significa che per trovare vegetali  con determinate caratteristiche utili è opportuno cercarle nel loro centro di origine, dove ci sarà una più ampia scelta. Vavilov individuò 8 centri di origine, tra cui vi sono il Messico, dove si è originato ad esempio il mais e la zona del Mediterraneo dove sono nati il frumento e l’orzo.

La fine di Vavilov

Per i suoi studi divenne prima direttore dell’istituto nazionale di genetica, poi dell’istituto nazionale di miglioramento delle piante e, infine, presidente all’Accademia Lenin di Scienze Agrarie. Pochi anni dopo, durante il regime di Stalin, la genetica divenne malvista e anche Vavilov ne subì le conseguenze. Lo arrestarono nel 1940 e condannarono con l’accusa di cospirazione, spionaggio e di sabotaggio all’agricoltura. In quel periodo i nazisti cercarono più volte di sottrarre l’immensa collezione di Vavilov. Tuttavia, grazie agli eroici scienziati che vi lavoravano, non riuscirono mai nel loro intento. Durante il lungo assedio di Leningrado nove di essi preferirono morire di fame piuttosto che nutrirsi dei semi della collezione. Nel 1944 i semi vennero portati al sicuro in un luogo inaccessibile tra gli Urali. Purtroppo lo stesso non si può dire di Vavilov, che morì di stenti in carcere il 26 gennaio 1943. La sua collezione esiste tutt’oggi e nel mondo sono state fondate altre banche di germoplasma affinché venga preservata la biodiversità vegetale.

2 pensieri riguardo “Vavilov e l’origine delle piante coltivate

  • 9 Febbraio 2019 in 9:07
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    bello anche l’inserimento storico

    • 10 Febbraio 2019 in 10:35
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      Molte grazie!!

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