Potatura criminale: la capitozzatura

Nel nostro precedente articolo abbiamo parlato del verde urbano e dell’importanza delle piante in città. Queste piante, però, per non diventare fonte di pericolo devono essere gestite e manutenute in maniera corretta. Molto spesso, purtroppo, sia nel verde pubblico che in quello privato si assiste a delle vere e proprie potature criminali.

Cosa significa capitozzatura?

Per capitozzatura, secondo il dizionario Treccani, si intende “un’operazione di arboricoltura, consistente nel taglio del cimale del fusto negli alberi al fine di facilitare la crescita di una chioma abbondante.”. Detta così potrebbe sembrare una pratica utile alla gestione della pianta e addirittura benefica. In realtà è esattamente il contrario.

In pratica è una potatura che consiste nel drastico raccorciamento dei rami e delle branche fin quasi al tronco.

Le terribili conseguenze della capitozzatura

Quando si esegue questa pratica si va ad eliminare una gran quantità di massa vegetale.

La prima conseguenza è che la pianta, cercando disperatamente di ricreare quanto le è stato tolto, emette un gran numero di rami la stagione successiva.

Questo crea in primo luogo dei danni estetici, in quanto viene cambiata radicalmente la geometria della pianta, come si evince chiaramente dalla foto qui sotto.

In secondo luogo, questi rami si generano da gemme “dormienti” che si svegliano a causa del grande stress provocato dalla capitozzatura. I rami nati da queste gemme sono detti succhioni e sono poco adatti a resistere a stress sia biotici che abiotici. Non solo, essendo nati da gemme latenti, sono collegati in maniera più debole al resto della pianta e sono perciò più instabili.

Succhioni cresciuti da una pianta capitozzata. Si evidenzia un diverso colore della corteccia

Ma i danni non si limitano alla parte visibile, ma coinvolgono anche le radici.

Infatti, venendo a diminuire la parte fotosintetizzante, le radici private delle sostanze nutritive entrano in uno stato di sofferenza e in parte muoiono. In questo modo la pianta perde parte del suo “ancoraggio” e diventa meno capace di assorbire sostanze nutritive e acqua dal terreno.

Ultimo, ma non per importanza, è il fatto che spesso quando si esegue una capitozzatura vengono tagliati rami di grosse dimensioni. In questo modo si provocano ferite di grosse dimensioni alla pianta che faranno fatica a rimarginarsi. I patogeni (quali funghi, batteri, virus e fitoplasmi) hanno facile accesso e aggravano lo stato di salute già compromesso della pianta.

Io non capitozzo perché…

Concludo riprendendo il decalogo scritto dal professor Ferrini, ordinario di Arboricoltura dell’Università di Firenze:

Io non capitozzo perché…

  1. la capitozzatura causa uno stress fortissimo e riduce la durata della vita degli alberi
  2. espongo gli alberi all’attacco dei parassiti
  3. riduco i benefici degli alberi sull’inquinamento e l’effetto mitigante sul clima
  4. riduco la stabilità strutturale degli alberi
  5. un albero capitozzato richiederà una gestione costante e aumento il pericolo di caduta di parti di pianta e il rischio che colpiscano qualcuno
  6. riduco il valore degli immobili e provoco un danno alla comunità
  7. è antieconomico per l’amministrazione che dirigo
  8. antiestetico in quanto distruggo la forma naturale degli alberi
  9. ho a cuore i miei cittadini e coloro che verranno dopo di me
  10. mi sono informato leggendo quello che dicono i tecnici certificati e la ricerca e ho capito perché non lo devo fare.

 

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