La chimica del sapone: micella dopo micella

Il sapone nella storia

Malgrado la prima testimonianza dell’esistenza del sapone risalga al 2800 a.C. è possibile supporre che esso esista da molto più tempo. Era usato dai Babilonesi, che avevano creato una speciale ricetta a base di acqua, così come dagli Assiri. Gli Egizi, come scritto nel papiro Ebers, ci si lavavano le mani regolarmente e innumerevoli sono le citazioni a riguardo nella Bibbia. Fino a arrivare ai Romani, per i quali, ben si sa, il bagno alle terme era uno dei piaceri irrinunciabili a cui dedicarsi nella vita.

Sapone antico - The Science Lab

Come si crea il sapone?

Il processo con cui viene prodotto il sapone è decisamente semplice ed è chiamato “saponificazione”. Dal punto di vista chimico non è altro che un’idrolisi alcalina di grassi di origine animale o vegetale, da cui deriva sale carbossilico e alcol. Ma spieghiamolo in termini terrestri. L’idrolisi è quel processo con cui si separa un composto in due o più parti utilizzando solamente acqua. Il termine “alcalina” indica che gli attori della nostra reazione hanno un pH basico (cioè superiore a 7). I grassi animali o vegetali, dunque, vengono separati in più parti mediante l’uso di acqua e dalla loro divisione si ottiene sapone e alcol (di solito la glicerina).

Sapone - The Science Lab

Questo processo è talmente semplice e immediato che è possibile produrre sapone anche a casa propria. Ma attenzione: alcuni degli ingredienti necessari (come l’idrossido di sodio) sono corrosivi e quindi potrebbero causare danni e ferite!

Per il resto, la produzione di sapone fai-da-te non richiede altro che olio d’oliva, idrossido di sodio e alcol. Con questi ingredienti e con un processo che può avvenire sia a caldo che a freddo, in poco tempo ognuno può ottenere il proprio panetto.

La chimica del sapone

Ma come funziona, dal punto di vista chimico, il sapone? Il segreto è racchiuso in una piccola struttura a pallina che si chiama “micella”. La micella possiede una faccia esterna idrofilica (cioè “amante dell’acqua”) e una interna idrofobica (cioè “che ha paura dell’acqua”). Lo sporco che si trova sulle nostre mani, corpo e vestiti è perlopiù grasso (come, ad esempio, olio), che è idrofobico. Quando una micella viene a contatto con esso gli permette di mescolarsi nell’acqua (cosa che non avviene normalmente) e, dunque, di venire lavato via.

Sapone mani - The Science Lab

Ed è proprio per questo, dunque, che è sempre importante lavarsi le mani utilizzando il sapone, proprio perché la sola acqua (idrofilica), spesso, non è in grado di lavare via tutto lo sporco.

 

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