La biochimica della nicotina

Vi siete mai chiesti cosa spinge una persona ad iniziare a fumare delle sigarette? La risposta risiede nella biochimica nel nostro cervello.
La nicotina contenuta nel tabacco delle sigarette è una molecola che in grado di stimolare dei recettori chiamati colinergici. Questi recettori sono di due tipologie principali:

-recettori muscarinici
-recettori nicotinici

Questi due tipi recettoriali sono fondamentali nel nostro organismo e permettono innumerevoli funzioni fisiologiche dalla conduzione cardiaca alla contrazione dei muscoli scheletrici.
I recettori nicotinici sono in particolare il bersaglio della nicotina e presentano una particolare struttura molecolare.

I recettori nicotinici

La struttura recettoriale è costituita da cinque subunità disposte in modo simmetrico così da circoscrivere un poro o canale ionico. Il canale ionico è fondamentale per il passaggio di ioni che sono alla base del loro funzionamento. Le subunità possono essere alfa o beta di varie tipologie e danno origine a molti recettori diversi. I recettori sono espressi in molti siti cellulari, in particolare a livello della corteccia cerebrale.

 

L’assorbimento 

La nicotina è introdotta velocemente attraverso il fumo di sigaretta che veicola la molecola nei polmoni. Successivamente entra nel circolo sanguigno e raggiunge prontamente il cervello. La molecola può fin da subito attraversare le mucose nasali, e se masticata entra in circolo tramite le mucose della bocca. 
Arrivata al cervello si lega ai recettori colinergici al posto dell’acetilcolina, agendo da agonista e provocando un’elevata permeabilità a Ca e Na.

Oltre a provocare eccitazione neuronale provoca anche desensibilizzazione, portando così a una sorta di equilibrio. La somministrazione cronica porta a un aumento nel numero di recettori.

Gli effetti 

Gli effetti centrali dovuti all’interazione tra la nicotina e i recettori sono differenti a seconda delle circostanze. Abbiamo innanzitutto il rilassamento della muscolatura e mediamente le prove motorie e sensoriali mostrano miglioramento. Se si è assonnati risveglia (soprattutto a piccole dosi), se si è tesi calma (soprattutto a grandi dosi).

Per quanto riguarda gli effetti periferici abbiamo tachicardia, aumento pressione arteriosa e gittata cardiaca (effetti a cui contribuisce la secrezione di noradrenalina e adrenalina), maggiore motilità gastrointestinale, rilascio di antidiuretico con relativa diminuzione del flusso delle urine, vomito e nausea la prima volta.

Tutti questi effetti diminuiscono con la somministrazione ripetuta, mentre gli effetti centrali rimangono.

Tolleranza e dipendenza

La tolleranza arriva molto rapidamente e per gli effetti centrali è inferiore rispetto a quelli periferici. L’assuefazione dipende solamente dalla nicotina. L’astinenza provoca rilascio di dopamina che inibisce la gratificazione neuronale, portando così a problemi di irritabilità, ansia e asocialità. L’astinenza fisica dura 2 o 3 settimane mentre la dipendenza psichica (desiderio di assunzione) è assai più complicata da debellare.

Il principale farmaco contro l’assuefazione è il bupropione utilizzato per disturbi depressivi che trova utilità anche nella terapia sostitutiva come antagonista della nicotina.

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