Il circolo vizioso delle sostanze psicoattive

“Netflix & Chill” è diventato il mio stile di vita durante questo periodo di quarantena, ed è proprio seguendo questo mantra che sono incappata nel documentario “Heroine”. Il cortometraggio,  disponibile su Netflix dal 2017, racconta la lotta contro la diffusione degli oppiacei nella contea di Huntigton, West Virginia. La massiccia assunzione e lo spaccio di eroina hanno distrutto la serenità di questo distretto americano: solo ad Huntington i casi di overdose superano dieci volte i casi di overdose di tutti gli Stati Uniti. Il documentario lascia gli spettatori con molte curiosità sul tema delle droghe: quanti tipi diversi ne conosciamo? Quali sono i danni che procurano? E perché, consci del loro impatto negativo, non si riesce a farne a meno?

COSA SONO LE SOSTANZE PSICOATTIVE?

Nel mondo delle neuroscienze, ciò che viene definito abitualmente “droga” rientra nella categoria delle sostanze psicoattive. Le sostanze psicoattive comprendono tutte le sostanze che influenzano le emozioni, le percezioni e il comportamento di una persona. Molte di esse inducono dipendenza, che può essere di due tipi:

dipendenza biologica: l’organismo si abitua a funzionare in presenza di una certa sostanza e non riesce a farne a meno.

dipendenza psicologica: l’individuo crede di aver bisogno di una droga per contrastare problemi o situazioni della vita quotidiana (è ciò che accade ad esempio con la marijuana).

TIPI DI SOSTANZE PSICOATTIVE

Le sostanze psicoattive si suddividono in quattro categorie, differenti per il tipo di impatto che ciascuna esercita sul nostro sistema nervoso:

  • stimolanti (caffeina, nicotina, cocaina, anfetamine): agiscono sul sistema nervoso centrale determinando un aumento del battito cardiaco, della pressione arteriosa e della tensione muscolare.
  • sostanze depressive (alcol, barbiturici come ipnotici o ansiolitici): rallentano il sistema nervoso riducendo la velocità di attivazione dei neuroni.
  • narcotici (eroina, morfina): aumentano il rilassamento e riducono dolore e ansia.
  • allucinogeni (MDMA o Ecstasy, LSD): sono in grado di produrre allucinazioni o cambiamenti nei processi percettivi e nel pensiero.

EFFETTI DELLE SOSTANZE PSICOATTIVE: IL CIRCUITO CEREBRALE DELLA RICOMPENSA

Tutte le droghe, indipendentemente dalla categoria di appartenenza elencate sopra, stimolano il circuito cerebrale della ricompensa. Quest’area del cervello è coinvolta ogni volta che svolgiamo un’attività piacevole, ad esempio mentre mangiamo o durante un rapporto sessuale. Il circuito della ricompensa coinvolge primariamente tre aree: l’area tegmentale ventrale (VTA), il nucleo accumbens e la corteccia prefrontale. Il circuito ha come neurotrasmettitore la dopamina (DA), detta anche l’ormone della felicità, perché si libera ogni volta che proviamo una sensazione piacevole. Grazie al neuroimaging metabolico siamo in grado di misurare l’attività cerebrale causata da una sostanza in circolo nel cervello. Questa tecnica permette di vedere che l’euforia temporanea data dall’assunzione di alcune sostanze psicoattive, come nel caso della cocaina, è dovuta al mancato riassorbimento della dopamina: in questo modo, la sostanza resta per più tempo nello spazio intersinaptico del circuito e stimola i neuroni postsinaptici.

La tecnica PET consente di vedere quanta DA è disponibile a livello recettoriale. In uno studio è stata fatta una PET a soggetti di controllo e a soggetti dipendenti da sostanze psicoattive, quali cocaina, eroina, metamfetamina e nicotina. Nella PET le aree tendenti al viola indicano una minore quantità di DA: nei soggetti dipendenti da una delle sostanze analizzate nello studio c’è una notevole riduzione di recettori dopaminergici. Ciò significa che i circuiti del piacere si sono desensibilizzati. Questo studio permette di osservare che nei soggetti dipendenti da sostanze psicoattive:

  • possono verificarsi cambiamenti plastici cerebrali di lunga durata.
  • l’ipoattività della corteccia orbito-frontale non consente il controllo adeguato delle capacità inibitorie.
  • le scarse capacità inibitorie e di controllo impediscono di avere un freno nella riassunzione della sostanza.
  • le attività quotidiane smettono di causare felicità: i circuiti del piacere riescono a essere attivati solo dalla sostanza.

Otteniamo così un circolo vizioso, in cui più a lungo si porta avanti una dipendenza, più è difficile interromperla.

densità recettori dopaminergici in soggetti di controllo e soggetti dipendenti da sostanze psicoattive

Per approfondire i temi trattati in questo articolo, cliccate il seguente link:

[PDF] 2.7. 2 Adolescenti e nicotina: le evidenze scientifiche dei danni cerebrali dalle neuroimmagini.

[PDF] La depressione è una questione di stile

Un pensiero riguardo “Il circolo vizioso delle sostanze psicoattive

  • 29 Aprile 2020 in 21:44
    Permalink

    Anche io ho visto “Heroine” su Netflix e l’ho trovato un documentario molto interessante e ben fatto. Grazie per questo articolo, che spiega in maniera molto chiara effetti e meccanismi della dipendenza

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