I nostri pianeti rocciosi

Nell’articolo precedente, che se non avete letto vi consiglio di farlo prima di continuare ( “Il sistema solare a grandi linee“), ho spiegato in generale le caratteristiche del nostro sistema solare.

In questo articolo mi soffermo sulle caratteristiche più bizzarre che identificano i primi quattro pianeti al suo interno.

Mercurio

Distanza dal sole: 59 milioni di km. Temperatura superficiale (°C): -183/+452.

L’elevata escursione termica è dovuta alla mancanza di un’ atmosfera e alla prossimità col Sole. Dalla foto si possono notare numerosi crateri, indice dell’assenza di un’atmosfera, come nel caso della Luna. Una caratteristica interessante di Mercurio è la sua orbita, essa è la più eccentrica del sistema solare, cioè assomiglia più ad un ellisse molto schiacciato che ad un cerchio. Inoltre l’orbita di Mercurio è molto anomala e segue una traiettoria che la fisica classica non riesce a spiegarsi. Si cercò di interpretare tale fenomeno con l’esistenza di un pianeta, chiamato Vulcano, che modificasse l’orbita di Mercurio per effetto della sua forza di gravità; ma questo fatidico pianeta non fu mai trovato. Solo con l’arrivo di A. Einstein e l’introduzione della relatività generale, si riuscì a spiegare l’anomalia tramite la deformazione spazio-tempo causata dal Sole, di cui Mercurio risente in modo notevole.
Guardatevi questi VIDEO1 , VIDEO2 per una spiegazione grafica più chiara.

Venere

Distanza dal Sole: 108 milioni di km. Temperatura superficiale (°C): +360/+464.

Venere è l’oggetto celeste più luminoso (dopo la Luna), per questo motivo è conosciuto fin dai Babilonesi col nome di Istar, in onore della dea amore. Venere è considerato un pianeta gemello della Terra per dimensioni e massa, ma differisce per altre qualità. Ha un’atmosfera costituita principalmente di anidride carbonica che causa un effetto serra sul pianeta surriscaldandolo; Venere infatti è il pianeta più caldo del sistema solare. Esso è anche ricoperto da nubi perenni, composte principalmente da acido solforico, che non permettono di vederne la superficie. Un fenomeno interessante è la presenza di metalli solidi nelle zone montuose, una sorta di neve metallica che si deposita in alta quota dove la temperatura è più bassa. Se ci fosse un temporale su Venere, cadrebbe pioggia acida e tutte le forme di vita verrebbero uccise. Non è proprio un ambiente ospitale.

 

 

Salto la Terra, perché ho già scritto un articolo a sé.

Marte

Distanza dal Sole: 228 milioni di km. Temperatura superficiale (°C): -140/+20.

Marte è chiamato anche il pianeta rosso per via della sua colorazione, causata dall’elevata quantità di ossido di ferro che lo ricopre. La superficie è caratterizzata da vulcani, valli e calotte polari, a suggerire la presenza passata di acqua; recenti missioni spaziali hanno effettivamente rilevato blocchi di ghiaccio. La superficie è pianeggiante a Nord e montuosa a Sud. Secondo gli scienziati, un gigantesco meteorite deve aver impattato il pianeta milioni di anni fa dando origine ad un cratere nell’emisfero boreale del diametro di 10.000 km (40% della superficie totale del pianeta). Questo bacino che non ha i confini ben delimitati, probabilmente per l’effetto degli agenti esogeni, corrisponde ora alla zona pianeggiante. Il pianeta rosso è anche famoso per il monte Olimpo, il vulcano più grande del sistema solare con i suoi 27 km di altezza, ben tre volte il monte Everest. Marte è il candidato numero uno per la ricerca di forme vita presenti e passate sulla sua superfice.

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