I nostri pianeti gassosi

Dopo aver parlato dei primi quattro pianeti del sistema solare nel precedente articolo, descriverò ora i restanti quattro pianeti gassosi.

 

Giove

Distanza dal Sole: 778 milioni di km. Temperatura superficiale media: -121 °C.

Giove è il pianeta più grande del sistema solare con un volume di 1,4 x 10^24 metri cubi, circa 1300 volte quello terrestre. Per concretizzare questea dimensione, se dovessimo sorvolare l’equatore di Giove con un aereo di linea impiegheremmo 21 giorni e mezzo per fare un giro completo, mentre sulla terra solo 2 giorni. L’atmosfera di Giove è caratterizzata da striature di colore diverso, in cui sono presenti formazioni cicloniche e anticicloniche. Salta subito all’occhio la grande macchia rossa nell’emisfero australe, un ciclone che dura da ben 300 anni e dalle dimensioni di circa 3 volte il pianeta Terra. Se Giove avesse un massa 70-80 volte la sua attuale, diventerebbe una stella e il sistema solare diventerebbe un sistema binario con due Soli.

 

Saturno

Distanza dal Sole: 1426 milioni di km. Temperatura superficiale media: -130 °C.

Saturno è composto dal 95 % di idrogeno e dal 5 % da elio e altri elementi. Presenta dei venti atmosferici che possono raggiungere i 1800 km/h, la velocità dei nostri jet da caccia di ultima generazione. La sua caratteristica più affascinante sono senza dubbio gli anelli. Essi sono suddivisi in 7 fasce e sono costituiti da frammenti di ghiaccio e polveri. La cosa stupefacente sono le dimensioni: in grandezza i frammenti vanno dal micrometro a qualche metro, mentre in spessore gli anelli non superano i 10 metri. Orbitano sull’asse equatoriale di Saturno da una distanza di 6.000 km fino ai 120.000 km (circa un terzo della distanza Terra-Luna). La formazione di questi anelli può essere spiegata con la distruzione di uno dei 22 satelliti di Saturno in seguito allo scontro con un meteorite, oppure ipotizzando che siano i residui del materiale di formazione del pianeta che non è riuscito a condensarsi. Il più grande satellite di Saturno è  Titano, abbastanza grande da avere un’atmosfera propria (è circa metà della Terra).

Urano

Distanza dal Sole: 2870 milioni di km. Temperatura superficiale media: -205 °C.

Nonostante il pianeta sia visibile ad occhio nudo, venne riconosciuto come tale solo nel 1781 a causa della sua scarsa luminosità e della sua lenta orbita. Il caratteristico colore è dovuto alla presenza in atmosfera di acqua, ammoniaca, metano e idrocarburi a temperature molto basse, che assorbono le radiazioni rosse riflettendo quelle blu. Un’anomalia di Urano è il suo asse di rotazione. Normalmente i pianeti ruotano con un asse quasi perpendicolare alla loro orbita, mentre Urano ha l’asse inclinato di circa 90°, come se rotolasse invece di ruotare su se stesso; inoltre ruota in senso opposto rispetto agli altri pianeti (eccetto Venere). Questo fattore potrebbe essere stato causato da uno scontro con un corpo celeste delle dimensioni di due volte quella terrestre, il materiale dell’urto avrebbe impattato la superficie perturbandone il campo magnetico a tal punto da far ruotare il pianeta di 90°. I detriti residui avrebbero poi dato origine ad alcune delle 27 lune di Urano, le quali presentano anch’esse la stessa anomalia nell’asse di rotazione. Urano ha anche 13 anelli, il più vicino a 38.000 km e il più lontano a 97.000 km dal pianeta. Due di questi anelli sono colorati, uno blu, probabilmente perché composto da particelle di ghiaccio che riflettono le radiazioni blu, e l’altro rosso.

Nettuno

Distanza dal Sole: 4497 milioni di km. Temperatura superficiale media: -220 °C.

Siamo arrivati all’ultimo pianeta del sistema solare escludendo l’espulso Plutone, soffermiamoci un attimo sulla distanza 4497 milioni di km. In pratica potremmo far stare tra Nettuno e il Sole circa 350.000 pianeti Terra. La stessa luce, che viaggia a 300.000 km/s, ci impiega 4 ore per percorrere tale tragitto. Eppure la forza gravitazionale del Sole è così forte, che anche a questa distanza, Nettuno ne risente rimanendo in orbita. Alcune anomalie nell’orbita di Urano fecero pensare all’esistenza di un ulteriore pianeta. Attraverso alcuni calcoli matematici, nel 1846 venne puntato il telescopio proprio nel punto in cui ci si aspettava di trovare Nettuno e lo si trovò con un errore di qualche grado. Il pianeta presenta delle caratteristiche fisiche molto simili ad Urano, vengono infatti chiamati “i giganti ghiacciati”. Una suaparticolarità è la presenza in atmosfera dei venti più forti del sistema solari, i quali raggiungono i 2100 km/h. La sonda Voyager 2 ha fotografato una macchia scura accostabile alla macchia rossa di Giove, delle dimensioni della Terra. Si pensava fosse un ciclone perenne come quello gioviano, ma successivamente si è optato per l’ipotesi di una struttura simile al buco dell’ozono che permette di intravedere le nubi più basse.

Con questo chiudiamo il capitolo del sistema solare.

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