Il diabete: un coinquilino scomodo | Giornata mondiale del diabete 2021

Esistono diversi tipi di diabete, i più comuni sono il diabete mellito di tipo 2 (circa il 90% degli affetti da diabete) e il diabete mellito di tipo 1 (circa il 10% degli affetti da diabete). Ci sono poi diversi altri tipi, come il diabete gestazionale (circa il 6-7% delle gravidanze è complicato da questo tipo di diabete) e quello insipido.

Il diabete è una malattia in rapida diffusione. L’Istat afferma che nell’ultimo ventennio siamo passati “dal 3,8% della popolazione al 5,8% su scala nazionale”. Con uno sguardo più generale, l’Istat aggiunge che “fra il 2008 e il 2014 il numero di cittadini europei con diabete è cresciuto di 4,6 milioni”.

Diabete mellito di tipo 2

Questa malattia consiste in un difetto nella secrezione dell’ormone dell’insulina da parte delle cellule β delle isole di Langerhans presenti nel pancreas. L’insulina prodotta dalle persone affette da diabete mellito di tipo 2 non è sufficiente o non funziona come dovrebbe. Questo, causa una concentrazione di glucosio nel sangue più elevata di quello che dovrebbe essere perché la molecola non riesce ad entrare nelle cellule o non entra in quantità sufficiente. Man mano che l’individuo introduce dei carboidrati, questi ultimi vengono scissi in molecole di glucosio che si accumula sempre di più nel sangue. A lungo andare questo provoca danni al sistema neurologico, cardio-cerebrovascolare, renale ed oculare. 

I sintomi principali sono:

  • necessità di bere molto
  • aumento della diuresi
  • dolori addominali
  • forte senso di stanchezza

Generalmente il rischio di svippare il diabete di tipo 2 aumenta con l’età (poiché i livelli di glucosio nel sangue aumentano gradualmente e la patologia può rimanere “nascosta” a lungo) e in condizioni di sovrappeso, nonché in mancanza di uno stile di vita sano.

Purtroppo, si stanno riscontrando sempre più frequentemente casi di bambini e adolescenti che soffrono di questa patologia. Essa, infatti, si sta diffondendo molto rapidamente e, dice l’Humanitas Research Hospital, “si prevedono per il 2030 più di 400 milioni di pazienti al mondo”.

La causa del diabete mellito di tipo 2 non è ancora nota, si pensa, però, che sia di origine poligenica e multifattoriale.

Diabete mellito di tipo 1

Questa malattia è caratterizzata da una reazione autoimmune dell’organismo. Infatti, il sistema immunitario delle persone affette distrugge l’insulina prodotta dal pancreas. Sono stati rilevati nel sangue dei pazienti degli anticorpi diretti proprio agli antigeni presenti sulle cellule produttrici dell’insulina. Ciò implica una totale assenza dell’insulina e, di conseguenza, un veloce accumulo di glucosio nel sangue.

Come nel caso del diabete di tipo 2, anche gli individui affetti da diabete di tipo 1 soffrono di:

  • polidipsia (incremento della sete)
  • poliuria (aumento della diuresi; ciò può determinare anche disidratazione)
  • dolori addominali
  • stanchezza

Le complicanze a lungo termine coinvolgono sempre il sistema neurologico, quello cardiaco, quello renale e l’apparato visivo.

Questa patologia insorge prevalentemente tra l’età infantile e quella adolescenziale.

Anche per il diabete mellito di tipo 1 le cause sono sconosciute, si sa solo che è una patologia di tipo autoimmune. Molto probabilmente lo sviluppo della malattia è correlato a fattori ambientali e/o ereditari, genetici.

Diabete insipidus

Il diabete insipido ha in comune con il mellito due sintomi principali: la poliuria e la polidipsia. Le due malattie, tuttavia, differiscono per la concentrazione di glucosio nelle urine: il diabete mellito comporta la produzione di un’urina ricca di zuccheri i quali sono invece assenti nelle urine dei pazienti affetti da diabete insipido. Nel diabete insipidus, infatti, il problema non risiede nella produzione di insulina ma in quella dell’ormone antidiuretico (ADH) che nelle persone affette manca totalmente o parzialmente. Questo ormone viene prodotto dall’ipotalamo e viene trasportato dal circolo ematico fino ai reni: il suo compito è quello di regolare l’assorbimento dell’acqua che determina la quantità e la concentrazione delle urine.

Diabete gestazionale

Questa tipologia di diabete si riscontra nelle donne in gravidanza. Il diabete gestazionale, infatti, si può sviluppare nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. Mediamente il 18% delle gravidanze presenta questa complicazione che, se non viene trattata adeguatamente, provoca problemi di salute al feto e alla madre.

Si ritiene che il diabete gestazionale sia causato dai numerosi cambiamenti, a livello ormonale e non solo, che si verificano durante una gravidanza: essi possono modificare la risposta del nostro organismo nei confronti dell’insulina.

Generalmente quello gestazionale è un tipo di diabete che scompare in seguito al parto, tuttavia può aumentare la possibilità di insorgenza del diabete di tipo 2 nella madre anche dopo anni.

Possibili trattamenti

Non si hanno, ad oggi, cure definitive approvate per il diabete. Due dei numerosi studi a riguardo sono stati condotti dall’Azienda Ospedaliera di Padova e dall’azienda biotecnologica Vertex a Boston (USA).

Progetto Veneto per la Terapia Cellulare del Diabete

Paolo Rigotti, direttore dell’Unità Trapianto di rene e pancreas dell’Azienda Ospedaliera di Padova e la sua collaboratrice Lucrezia Furian hanno presentato il Progetto Veneto per la Terapia Cellulare del Diabete, una speranza per le persone affette da questa patologia. 

Se fino a poco tempo fa, infatti, l’unica soluzione per curare il diabete era un trapianto di pancreas, oggi sembra si possano trapiantare solo piccole e specifiche parti di esso, ossia le isole di Langerhans, quella parte dell’organo costituita dalle cellule β, le “fabbriche dell’insulina”.

Il progetto è iniziato nel 2020 ma già dal 2022 si potrà iniziare il trapianto delle isole di Langerhans sui pazienti diabetici adulti selezionati. Sembra addirittura che si potrà procedere coi trapianti su bambini diabetici nel 2024.

Vx-880

Vx-880, questo è il nome del prodotto cellulare, derivato da cellule staminali allogeniche, che consiste in cellule insulari completamente differenziate e funzionali. Questo progetto, sviluppato dall’azienda Vertex, è indicato per la terapia del diabete mellito di tipo 1. Vx-880 permetterebbe, infatti, di ristabilire la normale funzionalità delle cellule β, così da riassestare i livelli di glucosio nel sangue.

I risultati della sperimentazione di Vx-880 sul primo paziente al mondo sono stupefacenti: il fabbisogno di insulina è passato da 34 unità al giorno a 2,9 unità in 90 giorni, ossia si è ridotto del 91% circa. La terapia è ancora da analizzare e testare, al momento, però, non sono stati riscontrati problemi nel paziente sottoposto alla cura.

“Il diabete rende schiavi”

Così Alice, una ragazza di ventidue anni che soffre di diabete da quando è piccolina, definisce la pesantezza che questa patologia ha apportato alla sua vita quotidiana.

Alice, infatti, dice che, per il fatto che il diabete non si vede, in pochi comprendono l’impegno che questa malattia comporta. “Non capiscono quanto può essere pesante ogni giorno, tutti i giorni, per il resto della nostra vita, dover essere “schiavi” delle iniezioni di insulina, “schiavi” dei continui controlli della glicemia, “schiavi” dei calcoli dei carboidrati”.

Il rischio rimane comunque alto per un diabetico poiché c’è la possibilità di avere un picco ipoglicemico o iperglicemico, talvolta anche nella notte.

Purtroppo, una volta che si scopre di essere affetti da diabete la vita cambia e non si può ignorare la malattia. Alice riferisce proprio che “il diabete è un po’ come avere un figlio: non lo puoi lasciare al caso, te ne devi prendere cura e, anche quando sarà adulto, dovrai comunque controllarlo sempre, non potrai mai far finta che non esista”.

Fonti