Come funzionano le difese immunitarie naturali?

Gennaio è arrivato, ed un nuovo anno ha avuto inizio. A parte le scuole riaperte, i treni di nuovo affollati e i chili in più sulla pancia, l’inverno è appena iniziato. In questi giorni di freddo dobbiamo ricordarci che le nostre difese immunitarie sono sensibili agli sbalzi di temperatura e non basta indossare la sciarpa e il cappello per evitare di ammalarsi. Ma che cosa sono le
difese immunitarie naturali e come funzionano?

Immunità naturale e immunità innata

Innanzitutto facciamo una piccola premessa, l’immunità del nostro organismo si può suddividere in due tipologie:

  • immunità innata: ovvero i meccanismi di difesa presenti anche prima dell’infezione, che si sono evoluti per riconoscere specificatamente i microrganismi e che proteggono gli organismi multicellulari (tra cui l’uomo) contro le infezioni.
  • immunità specifica: rispetto all’ immunità innata rappresenta un sistema più sofisticato che è costituito da meccanismi indotti o stimolati dall’esposizione all’antigene. L’antigene è una molecola solitamente di natura proteica in grado di attivare le risposte immunitarie, attraverso l’interazione con recettori presenti sulle cellule immunitarie.

 

I principali componenti dell’ immunità innata chiamata anche naturale sono:
barriere chimiche e fisiche, compresi epiteli e sostanze antimicrobiche prodotte dalle superfici epiteliali;

  • cellule fagocitiche come i neutrofili o i macrofagi
  • cellule natural killer
  • proteine del sangue tra cui i mediatori del sistema del complemento
  • numerose citochine che regolano e coordinano le attività delle cellule dell’immunità innata.

Il riconoscimento dei vari patogeni è affidato ad una classe di recettori che vengono chiamati PRR (pattern recognition receptor) che riconoscono profili molecolari. I profili molecolari possono essere associati ai patogeni, in tale caso sono chiamati PAMP. I recettori possono riconoscere anche segnali di danno endogeni detti DAMP.

 

I macrofagi

Le cellule dell’immunità innata in particolare i macrofagi e i neutrofili una volta riconosciuto l’antigene presente sulla superficie del microbo, lo internalizzano attraverso un processo chiamato fagocitosi. I macrofagi derivano da cellule del sangue chiamate monociti. I monociti hanno una forma caratteristica sono infatti cellule mononucleate che hanno un nucleo a forma
di fagiolo. Se osservati al microscopio elettronico mostrano delle vescicole caratteristiche, grazie alle quali possono distruggere il patogeno, poiché ricche di enzimi litici. Nei tessuti infetti, la morfologia dei macrofagi cambia e in base alla localizzazione hanno dei nomi differenti:

  • microglia (macrofagi del sistema nervoso)
  •  cellule di kupffer (macrofagi del fegato)
  •  macrofagi alveolari sono chiamati macrofagi dei polmoni 
  •  osteoclasti, sono denominati macrofagi dell’osso 

Le diverse popolazioni hanno sia funzioni di sentinella contro le infezioni e sia funzioni trofiche nelle normali condizioni basali.

La fagocitosi

È la capacità della cellula macrofagica di internalizzare ed eliminare un microrganismo o una sostanza estranea di dimensioni inferiori a 0,5 micrometri. Il processo avviene in quattro fasi riconoscimento, ingestione, uccisione e digestione. Al termine del processo il patogeno è distrutto ma alcuni batteri e virus riescono ad eludere la sorveglianza delle cellule, passando indisturbate.

HIV
Lo scopo dell’immunità innata non è solo quello di sconfiggere i microrganismi penetranti nel corpo ma anche quello di attivare risposte specifiche, attraverso la presentazione di antigeni a cellule come i linfociti in grado di reagire in modo specifico nel caso le sostanze estranee riescano a sopravvivere alla prima linea di difesa.

Ora che conosciute un minimo di immunologia, potete affrontare ogni infezione (almeno in teoria) nel corso del 2020. Buon anno a tutti.

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