Chimica forense: come funzionano i test anti-droga

Se viaggiate spesso in aeroplano vi sarà capitato di assistere a controlli e perquisizioni fatte dall’autorità aeroportuale a carico di alcuni viaggiatori. I controlli possono essere fatti dal personale addetto per fare verifiche o per scovare possibili narcotrafficanti in possesso di droghe.
Vi siete mai chiesti come si eseguono i test di controllo sui bagagli o sugli indumenti dei viaggiatori?

Solitamente le persone sospettate del trasporto o del contatto con sostanze illegali vengono fermate e condotte all’interno di stanze adibite per i controlli.  Si esegue normalmente un tampone sui bagagli sospetti che hanno dato riscontro positivo ai raggi X per le sostanze organiche. Le sostanze organiche contenute nel bagaglio vengono controllate prima visivamente e poi testate chimicamente con dei kit speciali. La chimica è alla base dei test per il riconoscimento delle droghe.

All’interno dei kit troviamo reattivi specifici che possono reagire con le droghe impartendo alle soluzioni di controllo particolari colorazioni.
Vediamo alcuni esempi.

Il test dell’acido meconico

L’acido meconico è presente in una percentuale del 5% in tutti gli oppiacei. Sfruttando la reazione dell’acido con tricloruro ferrico si formerà un complesso di colore rosso intenso. La colorazione è dovuta alla presenza del ferro.

Il test di Beam

Per quanto riguarda il riconoscimento di sostanze come marijuana o hashish si utilizza il test di Beam.
Si prelevano pochi milligrammi di sostanza è all’interno di una provetta o di un kit si aggiungono alcune gocce di etere di petrolio. L’etere estrae i cannabinoidi presenti che impartiranno alla soluzione un colore giallo-verde. Successivamente è aggiunto dell’idrossido di potassio al 5%, che colorerà di viola la soluzione se la sostanza contiene cannabinoidi. Il test tuttavia è generico e non ci permette di discriminare le droghe di abuso dalla semplice canapa.

Infine vi illustriamo un saggio per il riconoscimento della cocaina che si basa sull’utilizzo di tiocianato di cobalto e cloruro di stagno. L’alcaloide si complessa al cobalto e si forma una colorazione bluastra.

La chimica in particolare gli screening fitochimici sono uno strumento utile e semplice da usare per identificare sostanze illegali, così da prevenire la messa in commercio.

 

 

 

Un pensiero riguardo “Chimica forense: come funzionano i test anti-droga

  • 15 Novembre 2018 in 7:28
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    ottimo!

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